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PMI e internet: il cuore oltre la crisi

Internet Piccola ImpresaCi piacerebbe tantissimo avere una ricetta infallibile da regalare a tutti per superare indenni i duri colpi della crisi. Purtroppo non è così.

Conosciamo per√≤ bene il web, e dopo sette anni di attivit√† ne conosciamo il valore che pu√≤ avere per le aziende italiane, in particolare per le PMI. O almeno che potrebbe avere, soprattutto in un periodo dove il reperimento di nuovi clienti √® sempre pi√Ļ difficile e gli investimenti devono essere molto ben controllati.

Partiamo da un presupposto: secondo i dati degli ottimi colleghi di SEMS, il 90% dei 36 milioni di italiani che accedono ad internet ricorre ai motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti o servizi che sta valutando di acquistare, indipendentemente dal valore e da dove avverr√† la transazione. Il 63%, inoltre, condivide informazioni con i conoscenti su uno o pi√Ļ social network.

Teniamo inoltre conto del fatto che il numero di persone con accesso a internet continua a cresere a buoni ritmi, grazie anche alla diffusione di device mobili e di piani ci connessione molto vantaggiosi. Secondo Audiweb, dal 2010 al 2011 questo aumento è stato del 6,9%.

Altro aspetto molto rilevante, è che il web è per definizione uno strumento internazionale, che permetterebbe alle PMI italiane di trovare a costi contenuti quella dimensione di internazionalità che spesso manca.

Non sorprende quindi che, secondo una ricerca condotta da eMarketer, il 2012 sarà l'anno in cui gli investimenti in marketing online supereranno quelli sulla carta stampata. Negli Stati Uniti, perché in Italia la situazione è un po' diversa.

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Mauro Lupi ha infatti elaborato dati di diverse fonti arrivando a determinare che soltanto il 13% delle aziende italiane da 10 a 99 addetti è costantemente attiva sul web, mentre oltre il 38% non ha nemmeno un sito internet, benché disponga di una connessione. L'autore dell'elaborazione azzarda addirittura un'ipotesi di possibile incremento di fatturato in caso di attivazione delle aziende "dormienti digitali".

Imprese online

Forse questa è una previsione un po' imprundente, ma 83.000 aziende sono di fatto invisibili a 32,5 milioni di potenziali clienti, mentre altre 103.000 sono di difficile reperibilità.

Come abbiamo già evidenziato, i costi di un'attività di web marketing sono solitamente inferiori ad altri canali e comunque proporzionali ai risultati. Allora perché non "gettarsi nella mischia digitale"? Forse un po' di pigrizia intellettuale, o a volte sfiducia (ci è capitato spesso di trovare clienti scottati da esperienze negative con webmaster o web marketer improvvisati). Speriamo che i crudi numeri possano convincere le aziende "offline" a superare questi ostacoli.

In ultimo, permetteteci un'osservazione quasi politica. Il web italiano è ancora vittima di alcune complicazioni burocratiche, che ci auguriamo vengano quanto prima risolte dai responsabili della cosa pubblica. Dall'assurda normativa sui concorsi a premi, alle storture della legge sulla privacy, senza dimenticare le complicazioni fidcali negli scambi internazionali. Si parla tanto di sviluppo...

E ricordate che sul web accadono un sacco di cose ogni giorno. Fatevi dare una mano, magari da Lantana.

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